giovedì 18 giugno 2009

Il Lenzuolo della Legalità

1 commento:

Marco ha detto...

credere di essere onesti perché ci si attiene alla legge è bello ma la legalità non sempre corrisponde alla giustizia cosicchè bisogna capire cosa si intende per onestà.

Onestà = legalità deve significare: legalità = criterio di giustizia (o equità).

Io ho tutti i giorni davanti un esempio di legalità che non corrisponde alla giustizia ma anzi è completamente opposto: le tasse indirette applicate a chi non ha reddito o ha un reddito insufficiente.

Tra che si cercano gli onesti ed i disonesti (vedi l’eterna lotta contro l’evasione fiscale fin dall’antichità destinata all’insuccesso), le tasse indirette, che sono il doppio di quelle dirette, continuano a cannibalizzare la percentuale di popolazione rimasta senza reddito o con un reddito insufficiente (tutti si può diventare poveri) e nessuno ha mai avuto niente da dire.

Quando non si ha reddito o un reddito sufficiente vuol dire che la società non dà nulla o dà troppo poco.
Dove la società o lo Stato in sua rappresentanza non dà abbastanza, pretendere tasse è furto e fatto coattivamente è estorsione.

Non siamo più al tempo del Re assoluto in cui le tasse erano sacre e fare la fame per il proprio Re veniva ricompensata con il paradiso. Ma tuttoggi questo non sembra affatto chiaro a nessuno.

Il lavoro si può perdere, la salute anche e ci si ritrova con 755,61 euro al mese di un cieco che ha anche bisogno di assistenza pagata con solo 472,04 euro al mese di accompagnamento con i costi attuali dell’assistenza e della vita.
Uno che conosco, se ha voluto salvare la sua vita e quella della moglie, ha dovuto spendere quasi un miliardo di trattamenti medici gli ultimi tempi della lira.

Secondo me bisogna partire da una base ben precisa in cui chi non ha reddito o non ha reddito sufficiente non deve pagare alcuna forma di tassazione perché altrimenti, non potendo recuperare le tasse con un reddito adeguato, finisce per pagare, lentamente, tutto per tutti.

Sarebbe anche un sistema per far pagare buona parte della corruzione e concussione tra chi ha un reddito sufficiente e perciò può sopportarne i costi.

Questa misura non equivale lontanamente ad un reddito adeguato ma evita che la società arrivi al cannibalismo, tramite estorsione, dei poveri e quasi poveri per poter mantenere gli “indispensabili” al suo funzionamento o i più fortunati.
Cannibalismo che permette e permetterà la sostenibilità del sistema in tempi di crisi economiche, energetiche e di sovrappopolazione (chi non ha abbastanza soldi o non si potrà sposare o naufraga il matrimonio e portano via anche l’unico figlio fatto in economia).

Lo Stato potrebbe garantire ai poveri i tre pasti giornalieri a € 1,53 totali (vitto del carcerato). Siccome non lo vuole fare secondo me bisogna pretendere, come giusta base, da chi può far leggi, il detassamento completo dei redditi insufficienti. Almeno la società potrà dire agli esclusi di non dovergli nulla (alla faccia del diritto al lavoro ed il dovere alla solidarietà che nessuno ha voluto e vuole osservare).